PAROLE PAROLE...

20 Aprile 2007


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Friulana di nascita, pugliese di famiglia, la conosco per caso ad un happy hour in brera; mi dice: “vieni a vedermi cantare, trovi tutto su albertomandarini.com".
Visito il sito e così, dopo le solite furie autostradali del venerdì sera, mi ritrovo alle 21.30, con il solito personale ritardo accademico, in una grande sala teatrale di Peschiera Borromeo.
Sul palco 6 musicisti: pianoforte, batteria, tromba, trombone, contrabbasso e chitarra suonano già. In poltrona un po’ di gente: la sala non è al completo e capisco subito che è un evento per persone interessate; mi stupisce vedere anziani e gruppi di giovani seduti accanto: un uditorio selezionato.
Il microfono è solo, al centro. Lei viene annunciata ed entra con un vestito nero ed un foulard azzurro: sensuale, canta.
Non ho mai ascoltato jazz dal vivo, in realtà non è che alla musica abbia mai dato grandi chance. Il mio ipod si nutre di poche, scelte, canzoni commerciali e di vecchia guardia che ascolto ogni tanto quando non voglio prestare attenzione al mondo: ottimo strumento di isolamento e di concentrazione.
La sua voce è vivace ma allo stesso tempo delicata, dolce e semplicemente armoniosa: sovrasta l’orchestra e si fonde con essa. Ti culla nei versi delle canzoni e, prendendoti per mano, ti riporta a pensieri lontani. Aiutano in ciò i versi conosciuti di Dalla, De André, Lauzi e Paoli.
Nel frattempo, gli assoli del contrabbasso, della tromba e del trombone rompono le sensazioni vellutate ricordando l’essenza del Jazz. Colpi decisi e movimenti tellurici che scuotono e fanno vibrare tutta la sala, incitando a ritmare col corpo. Piedi che urtano il suolo, teste che ondeggiano e dita che si frangono contro le gambe e che ogni tanto vorrebbero poter schioccare per unirsi alla melodia che inonda la sala.
Sono tutti bravissimi: ritrovo nella loro musica quella passione che cerco da un po’, quelle sensazioni che avevo dimenticato e che ti fanno sentire caldo e vivo.
Per ricordarmi dell’evento, scatto tre foto di nascosto con il cellulare. Non renderanno poi giustizia rispetto alla qualità musicale, ma eccole qui.


Lei è Giorgia Sallustio; alla tromba ed al flicorno (strumento a me finora ignoto) c'è Alberto Mandarini, al trombone Alessandro Castelli, alla chitarra Antonio Speziale ed al pianoforte Bruno Lavizzari. Al contrabbasso c'è un genio: Riccardo Fioravanti, suona raggiungendo ogni limite dello strumento; ultimo, ma solo in un disordinato ordine di citazioni, è Marco Castiglioni, il batterista che accompagna con raffinatezza ed eleganza tutto l'insieme musicale.
"Parole parole... le canzoni dei cantautori italiani e il jazz", questo è il titolo. Se vi capita di leggerlo su qualche volantino, cartellone o sulla locandina di qualche teatro o sala da concerto, non esitate, ascoltateli ed ammirateli!
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