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Ascoltare la musica è bello, ascoltarla quando suonata dal vivo è splendido. Non più segnali elettrici ripetuti che muovono i diaframmi delle casse, ma vibrazioni e pressioni sonore prodotte da persone in carne ed ossa di fronte a te: il suono che si mescola alla vista ed alle sensazioni tattili del corpo che, a sua volta, risponde con la pelle d'oca al ritmo percepito è qualcosa di inspiegabile. Lo sforzo e la conseguente soddisfazione dei musicisti riempiono di allegria la sala; le gocce di sudore ed i capelli lucidi trasmettono una sensazione di passione: è il risultato di ciò che scaturisce da un insieme di corpi e di menti per il solo gusto di essere bello. E' questo che provo quando ascolto musicisti all'opera: rimango sbalordito. A Casatenovo, quel venerdì sera, le emozioni si manifestavano con continuità, come se vi fosse un legame diretto tra il pubblico e l'orchestra. Sguardi di ammirazione e contemplativi che si mescolano mentre loro sono lì, sotto le forti luci intense, alla vista di tutti, suonando come se fossero da soli e trasmettendo ciò che possiedono di più intimo. La serata inizia nel pomeriggio, quando decidiamo di raggiungere Giorgia ed il suo gruppo in Brianza. Michele ovviamente arriva con fortissimo ritardo, ma ce l'avremmo fatta se non ci fossimo persi a Casatenovo, tanto da incontrare altri potenziali ascoltatori dispersi nelle vie, senza sapere dove andare. Una sfrenata caccia all'auditorium, neanche i servizi telefonici in quest'occasione riescono a fornire indicazioni utili: dovrò lamentarmi con Claudio Bisio. Giriamo, giriamo, giriamo... per tutte le vie del borgo. La meta c'è, ma non si vede... Finalmente troviamo la scuola di musica dopo aver chiesto a numerose persone della zona; dentro ci sono già tutti (tranne i ritardatari come noi, che continuano ad arrivare) ed il concerto è iniziato ormai da molto. Ritroviamo in fondo anche quelle persone che avevamo incontrato per strada: sono riusciti ad arrivare. E' incredibile come l'esistenza di una scuola sia tanto sconosciuta in un paese. Lei è lì sul palco, con il microfono in mano, i capelli mossi ed un vestito nero, diverso da quello dell'ultima volta. Le parole escono dalla sua bocca con un suono melodioso e dolcissimo. Canta! La sala è colma e buia: c'è gente seduta sui muretti laterali delle pareti, altri rimangono in piedi e qualcuno ascolta addirittura da fuori, appoggiato ai davanzali delle finestre, forse per un connubio di sigarette e musica? Lei è lì, sul palco illuminato. Intorno, a mezzaluna, ci sono i suoi accompagnatori musicali del primo concerto di Peschiera Borromeo. E' un piacere ascoltarli e Barbara, la fidanzata di Michele, rimane un po' come incantata. Sono emozionato, anche quando la rivedo per pochi istanti alla fine del concerto e mi dispiace davvero di non essere arrivato prima. Ecco tre foto dell'evento ma, ovviamente, per le note leggi di un chiarissimo professore di Meccanica del Volo (chi ha frequentato saprà a cosa alludo), non si vede quasi nulla. |
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Dopo il concerto siamo andati a bere e mangiare in un pub locale. Molto carino e spazioso il giardinetto al di fuori, era pieno di gente. Faceva anche davvero fresco: c'era una temperatura inferiore a quella percepibile in centro a Milano e così ci siamo "riscaldati" con patatine, focaccine e cocktail. Ecco qualche foto (già che c'era la macchina fotografica, perché non usarla?). |
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Un salutone a Michele e a Barbara che mi hanno accompagnato in questa divertente serata Jazz. |
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